Il ciclo produttivo del cartone: un ciclo ecologico

Nel corso degli anni ha assunto sempre maggior importanza il problema dell’impatto ambientale nei processi produttivi, distributivi e di consumo delle merci e, in particolare, negli imballaggi.

Carte e cartoni per imballaggio non sono solo riciclabili ma, almeno nella produzione italiana, prodotti per circa l’80% con carta da macero.

A differenza di altri tipi di imballaggi, quelli in cartone sono ecologicamente compatibili con l’ambiente e, essendo biodegradabili nell’arco di giorni o di qualche settimana, si distruggono praticamente da soli o, se inceneriti, non producono fumi nocivi.

In tutti i Paesi del mondo la tecnologia consente di soddisfare il fabbisogno di cellulosa senza attentare all’equilibrio ecologico sostituendo a boschi naturali, ormai in stato di abbandono e fortemente compromessi da piante parassite, boschi “vivi” capaci di produrre volumi di ossigeno notevolmente superiori.

L’industria cartaria mondiale da tempo mette a dimora cinque nuovi alberi per ogni tre abbattuti. Non è quindi un paradosso, ma piuttosto un contributo alla verità, affermare che incrementando il consumo di carta si incrementa il patrimonio forestale e si contribuisce al miglioramento delle nostre condizioni di vita.

Sviluppo Sostenibile

Tutta l’attività del riciclo dei materiali a base di cellulosa è coerente con l’indirizzo che prende il nome di sviluppo sostenibile.

Esso è un principio che regola l’impiego delle risorse della terra sia a livello globale che locale, in modo che tali risorse siano indirizzate a soddisfare i bisogni delle generazioni attuali, senza pregiudicarne la disponibilità per le generazioni future.

E’ quindi un approccio teso a fare dell’ambiente e della sua salvaguardia la molla di uno sviluppo economico diverso fondato sulla valorizzazione integrale – cioè senza sprechi, prelievi indebiti, scarti e rifiuti non necessari – delle risorse naturali. Il cardine delle politiche che perseguono obiettivi di sviluppo sostenibile è intervenire alla fonte, e non al termine del ciclo produttivo.

E’ necessario sfruttare maggiormente le risorse rinnovabili e meno quelle non rinnovabili; prelevare più risorse – attraverso il recupero e il riciclo – dall’insieme dei manufatti dismessi dai precedenti cicli di produzione e consumo che dagli ambienti naturali; alleggerire i prodotti; utilizzare fino in fondo tutti i materiali lavorati, connettendo tra loro i processi produttivi in modo che gli scarti dell’uno diventino materia prima per gli altri.

Le informazioni tecniche contenute in questa area sono derivate in parte dalla monografia: “Il cartone ondulato: una scelta di economia aziendale ed ambientale” a cura di G.I.F.C.O. (Gruppo Italiano Fabbricanti di Cartone Ondulato) ed Assocarta (Associazione di tutti i produttori di carta, cartone e paste per carta) e in parte da “Il Ciclo del Riciclo” Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica)